Da repubblica.it- un duro colpo per tanti di noi

mercoledì, 07 maggio 2008

RISCHIO DI CHIUSURA PER 70 COFFEE SHOP - Ma non sono solo i bordelli a chiudere le saracinesche e a rifarsi il make up, anche i coffe shop accusano il colpo del rinnovamento perché ben 70 attività rischiano di chiudere. «È da 12 anni che noi siamo aperti, ma è da due anni che il vento è cambiato per i 250 coffee shop di Amsterdam – affermano i gestori italiani del coffee shop The Bush Doctor nella centralissima Rembrandtplein –. Dal 2006 non si possono più somministrare alcolici nei nostri locali e dal primo luglio entrerà in vigore la legge antifumo. Per noi sarà dura. Prima era tutta un'altra vita». Il divieto di fumo riguarderà le sole sigarette, l'hashish e la marijiuana e si potranno fumare soltanto senza il tabacco. In sostanza i clienti dei coffee-shop potranno continuare a fumare i «purini»: le canne fatte con sostanze stupefacenti senza l'aggiunta di tabacco.  ( direi che nun ce dice male a fasse tutti purini!!!!)

DA MARZO DIVIETO SEMI DI CANNABIS - Da marzo inoltre , il ministro della Giustizia, Ernst Hirsch Ballin, ha annunciato il divieto della vendita di semi di cannabis e ogni strumento per la coltivazione domestica. Anche questo è considerato un duro colpo per i coffee shop e gli smart shop (negozi con l'assortimento di prodotti pillole estatiche, funghi magici, accessori, per fumare ecc..) che oltre alle canne già pronte mettevano a disposizione dei clienti anche i kit per il fai-da-te. Fumo libero, insomma, ma un po' meno. Ma occorre tener presente che in Olanda il numero di morti per droga resta tra i più bassi in Europa, in quanto la legislazione olandese distingue i derivati della cannabis (hashish e marijuana) dalle droghe pesanti (eroina, cocaina, droghe sintetiche). Infatti, è consentito il possesso di hashish e marijuana per uso personale (con un massimo di 30 grammi), mentre è assolutamente vietato l'uso e lo spaccio di ecstasy, cocaina ed eroina.  (sempre detto che l'Olanda è una grande nazione!!)

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Nazi & co.

martedì, 06 maggio 2008

Siamo all'assurdo,stiamo degenerando. Nicola Tommasoni, il ragazzo di Verona aggredito e ammazzato a botte da un gruppo di nazistelli è morto. I quattro  aggressori sono stati tutti presi, alcuni subito, altri dopo un tentativo di fuga all'estero e dopo che avvocato e  famiglia li hanno convinti a rientrare e costituirsi. L'ennesima aggressione fascio-nazi che si verifica in questo paese e che ci vede scappare il morto, un ragazzo normale senza nessuna connotazione politica colpevole solo di avere i capelli troppo lunghi e, a dire dei quattro, di aver negato una sigaretta.

Fin qui la cronaca condita dalla speranza di vedere ste 4 merde marcire in galera per il resto dei loro giorni. Lo schifo, anche se più di quello scatenato da tutta la vicenda è difficile, arriva dopo, quando, alla morte di Nicola, cominciano le prime reazioni "politiche".

Il neopresidente della camera Fini non da una connotazione politica all'aggressione dicendo che ,sì i nazi vanno puniti, ma che le contestazioni per la presenza di Israele come ospite d'onore alla Fiera del libro sono più gravi che " la sinistra radicale da vita ad una violenza che giustifica  con una politica antisionista. Non si può nascondere l'astio per gli ebrei dietro l'antisionismo.Quello della sinistra radicale è un movimento politico diffuso che da vita a pregiudizi di tipo politico - religioso" Siamo all'assurdo, Fini, fascista ripulito,che parla di pregiudizi politico - religiosi della sinistra nei confronti degli ebrei! Che mette a paragone delle proteste di piazza, contro Israele e nn contro gli ebrei tutti, con un'aggressione violenta e mortale, il pestaggio di 4 contro 1 inerme a terra! Se poi si vuole negare l'evidenza dicendo che sti quattro non avevano simpatie nazi - fasciste allora possiamo stare al gioco del presidente della camera!

A volte mi sembra di vivere in una dimensione parallela con Fini che afferma le suddette cose, Alemanno che a Roma fa  il tour della memoria elogiando i valori della resistenza e quelli della comunità ebraica quando il giorno della sua elezioni a sindaco i saluti romani al Campidoglio si sprecavano.Sono scosso,allibito,disgustato. Un ragazzo è morto.un altro,l'ennesimo.stavolta il calcio non c'entra nulla eppure compare spesso la parola ultras, le responsabilità sono chiare, non ci sono dubbi, non ci sono traiettorie di proietti con deviazioni inventate, pullman che fanno manovra,aggressioni con lavelli o lamiere,stavolta ci sono dei colpevoli e degli inquirenti che devono solo stabilire la pena evitando in conferenza stampa quei sorrisetti totalmente fuoriluogo (se avete visto in tv mi riferisco a quello a destra, capelli castano rossi e vestito scuro).

I signori Fini e Alemanno hanno fatto della sicurezza il loro cavallo di battaglia durante le elezioni cavalcando l'onda della paura dell'extracomunitario,del rumeno,di quello dalla pelle scura, del diverso. Io però ho più paura di questi ragazzetti di buona famiglia,sempre vestiti bene, insospettabili o di gente con la testa rasata e simpatie nazi....ma di quelli Fini e Alemanno non hanno di certo paura.....

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un vecchio ritornello...

mercoledì, 30 aprile 2008

Sono comunista totalmente fuori moda
sono comunista che per questo non vi vota
talmente fuori moda e talmente comunista
CHE BALLO IL TWIST!
Sono comunista totalmente fuori moda
sono comunista che per questo non vi vota
talmente fuori moda e talmente comunista
CHE BALLO IL TWIST!

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mercoledì, 30 aprile 2008

E ora mi chiedo a quale cazzo di titolo il neopresidente della camera si permette di dare valore al 25 aprile "festa che celebra la libertà ritrovata dell'Italia"??? quando faceva il saluto romano non la pensava così!!??!Non basta un viaggio in Israele e mettersi la papalina ebraica in testa per ripulirsi!

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Da Repubblica.it

lunedì, 28 aprile 2008
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Ma no ragazzi, Alemanno non è fascista, non esistono più.Ancora mi venite a parlare di camerati e compagni? E' solo gente che festeggia la vittoria del suo candidato, che poi quasi tutti abbiano il braccio destro alzato e teso, è un caso.Vi dico che non è fascista, la celtica al collo è un simbolo di fede.....
Non credo serva aggiungere altro........ci aspettano anni duri....
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lunedì, 28 aprile 2008
La mia città è andata.La mia città ha cambiato colore, dal rosso, malgrado fosse un po' sbiadito, si è tinta di nero. Un personaggio dalla faccia pulita ma subdola, con croce celtica al collo (e ancora ce dice che si tratta di un simbolo religioso!) con un passato da picchiatore e legami con la destra di Storace, di cui era amicone, salirà al Campidoglio per governare la città.
La sua prima dichiarazione è stata "Sarò il sindaco di tutti i romani" per quanto possa valere di certo non sarà il mio!
Cosa succederà adesso non lo so, come cambierà la mia città dopo l'amministrazione del centrosinistra,non lo so, mi chiedo solo se non c'era proprio nessuno da presentare diverso da Rutelli.Stavolta mi sono turato il naso e ho votato il meno peggio, ma non è bastato.

Adesso non ci resta che osservare e resistere.
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venerdì, 25 aprile 2008
BUON 25 APRILE,NON A TUTTI, MA SOLO A  CHI RESISTE E NON HA PAURA DI DIRE QUELLO CHE PENSA,A CHI SI RICORDA CHE, SE E' ANCORA POSSIBILE ALZARE LA VOCE E PORTARE AVANTI LE PROPRIE IDEE E' PER MERITO DI CHI CI HA LIBERATI!
ANTIFASCISTA SEMPRE!
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CATENA

mercoledì, 23 aprile 2008

LA CATENA DI MERDA CHE POI TANTO DI MERDA NON E'

regole del gioco:

1 indicare chi è stato l'amico traditore che ti ha coinvolto
2 citare le 6 cose che ti piace fare
3 coinvolgere altre 6 persone
4 comunicare di essere stati scelti


1. SIMOACAB

2. Ma cavolo solo sei?!??!??!?!?? allora:

- Stare con i miei amici, quelli veri, quelli di Roma,dei tempi del liceo,andare a cena in qualche trattoriola trucida con le tovaglie a scacchi bianchi e rossi o quelle di carta su cui l'oste di fa il conto, mangiare, bere e parlare di tutto
- L'Amore.Viverlo
- Cucinare, più per gli altri che per me.Sperimentare in cucina, tentare di migliorare sempre per vedere le facce soddisfatte di chi mangia.
- Leggere dai giornali ai libri.
- Scrivere, per ogni cosa che mi succede, per ogni cosa che vorrei mi succedesse, per ogni cosa che sento,che vorrei trasmettere,per informare, per denunciare.Scrivere
-  Viaggiare, partendo senza un programma preciso, con lo zaino in spalla e vedendo cosa succede strada facendo

3. Aò ma io sei persone che hanno un blog mica le conosco..ce provo

- Digitale Purpurea
- Non riesco 1 alias Pam
- Ninastrich
- Halfofme
...accontentavi di 4!!!
4. Adesso provvedo a comunicare
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STEVE GERRARD E LA KOP

mercoledì, 23 aprile 2008
22042008(010)Steve Gerrard, Gerrard
he'll pass the ball 40 yards
he's big and he's fucking hard
Steve Gerrard, Gerrard

Steve Gerrard, Gerrard
he'll pass the ball 40 yards
he's better than Frank Lampard
Steve Gerrard, Gerrard

Come deve essere essere Gerrard, capitano del Liverpool, nato a Liverpool mentre la KOP intona il tuo coro sulle note di que serà serà?....da brividi....
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martedì, 15 aprile 2008

Nn c'è mezza cosa che vada bene, mi guardo intorno e nn vedo motivi per essere contento. Il risultato delle elezioni di ieri mi mette davanti l'ennesima delusione di questo cazzo di anno...che è uguale a quello appena passato. Delusione, grande, per questa politica, per la morte totale della sinistra che nn sarà rappresentata da nessuno in parlamento. Il mio voto è andato alla Sinistra Critica, sapevo già che non avrebbero mai raggiunto nè il 4 alla camera nè l'8 al senato.E' stato,però, l'unico voto coerente che potessi dare. Mi indigno contro questo paese che commette sempre gli stessi errori,contro l'ignoranza che è l'unica cosa che nn muore mai, mi indigno contro l'immobilità, la voglia di cambiamento che non si manifesta mai se nn in parole,in chiacchiere. Mi indigno contro Veltroni che ha voluto la distruzione della sinistra, l'unico alleato valido che poteva avere.Mi indigno contro Bertinotti che ha preso a braccetto Pecoraro Scanio e compagnia bella,che ha messo la falce e martello in soffitta, che in due anni di governo Prodi col culo comodo sulla poltrona non ha detto ah a provvedimenti che non potrei definire di sinistra.Non so cosa avrei voluto da queste elezioni, la vittoria di Veltroni sarebbe stato il male minore, ma sarebbe stata meglio di questa sconfitta così dura davanti alla quale non si può dir nulla.

La democrazia è anche questo, votare è un diritto di tutti.E' giusto, c'è gente che è morta per grantircelo....bisognerebbe combattere l'ignoranza.... ma è un altro discorso....sono deluso, molto. Ci aspettano 5 anni di amaro in bocca, di incazzature, di frustrazioni....nn so se posso farcela.

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venerdì, 11 aprile 2008
10042008E' un monito, un imperativo categorico,un invito e una pretesa a dare il massimo,sempre,comunque,ad uscire da qualunque situazione sudati,stremati,per aver lottato,combattuto,per aver voluto fortemente qualcosa.
La scritta è davanti allo stadio di Bergamo,opera degli ultras dell'Atalanta. La fede calcistica, che ormai io ho totalmente perso, non c'entra. Credo che questa frase sia applicabile a tutto, a qualsiasi aspetto della vita, a qualsiasi cosa per cui valga la pena combattere!LA MAGLIA SUDATA, SEMPRE!!!
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lunedì, 07 aprile 2008
Ariete

Nel film Fight club il personaggio interpretato da Brad Pitt entra in un negozio con una pistola e spinge il commesso nel retro minacciando di ucciderlo. Mentre il poveretto trema dalla paura, Pitt comincia a fargli delle domande sulla sua vita estorcendogli una confessione: avrebbe voluto fare il veterinario ma ha abbandonato gli studi. Dopo qualche minuto Pitt lo libera, ma lo avverte: se entro sei settimane non avrà ripreso gli studi lo ucciderà. Trovo che sia un modo eccessivo per spingere qualcuno a fare la cosa migliore per lui. Vorrei comunque trovare un modo meno violento per convincerti a riprendere l'inseguimento dei sogni che hai rimandato, Ariete. Ti viene in mente qualcosa?

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A lei e alla sinistra critica andrà il mio voto

giovedì, 03 aprile 2008

da www.sinistracritica.org

Il Vaticano di Ratzinger ha scelto una strategia aggressiva di intervento costante sulla politica." ha proseguito la D'Angeli "Bene hanno fatto gli studenti della Sapienza a gennaio a non accettare che fosse lui ad aprire l'anno accademico. E' venuto il momento di rivendicare con forza la libertà della cultura e della scienza, così come delle donne a difendere i loro diritti, a partire dal diritto all'aborto, e di tutti di poter gestire liberamente i loro affetti. Le unioni civili per tutti, con pari diritti rispetto al matrimonio, sono una priorità e un punto centrale della nostra battaglia politica. Non se ne fa nulla, in Italia, perchè Ratzinger dice no. Non è un motivo sufficiente. Serve una sinistra intransigente su questo punto, che rifiuti l'alleanza col Pd, partito in cui la presenza e il ruolo dei clericali è sempre maggiore, come conferma la candidatura di Rutelli a Roma."

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giovedì, 03 aprile 2008

Ho aspettato un po' a scrivere per non impelagarmi nelle notizie dei giornali e delle televisioni. Rifletto su quanto successo domenica scorsa. Su quello che, a me, continua a sembrare un incidente scarsamente legato al mondo del calcio e agli ultras.Come sempre però si va in quella direzione,si tenta di portare le cose in quella direzione perchè fa più comodo, perchè fa più ascolti, perchè l'interesse della gente cresce se a morire è "uno dei soliti violenti della domenica" e non un ragazzo. E' quasi come se si volesse giustificare la morte, quasi voler dire "era davanti al pullman col passamontagna e la cinta in mano, gli sta bene se è finito schiacciato sotto la ruota!se l'è cercata!"

Dubito che si arriverà mai alla verità.Le telecamere di servizio che,di solito, riprendono tutto, stavolta sono puntate solamente verso l'uscita.L'autista del pullman, a cui nn  mi sento di dare troppe responsabilità, non si è accorto di niente.I testimoni parlano sì di tentativi di scontri ma nulla è chiaro.

Di chiaro e, purtroppo non modificabile,c'è solo la morte di Bagna, il suo sangue sull'asfalto, il suo corpo coperto da un lenzuolo sulla piazzola di un autogrill.Un ragazzo, un altro....

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SULLA MIA PELLE parte III- finito

lunedì, 31 marzo 2008
31032008-001
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venerdì, 28 marzo 2008

In questi giorni passeggiando per strada non si può fare a meno di dare una rapida occhiata ai manifesti dell'attuale campagna elettorale e rimanerne,come sempre, disgustati.

Purtroppo La Destra impera con i suoi manifesti a sfondo nero, la fiamma in bella vista e il motto "L'italia agli italiani" ci mancava solo che continuassero con l'Europa agli europei fuori i negri e gli ebrei.Facevano prima a scrivere Partito Fascista Italiano.Che schifo!

Si passa poi alla Lega Nord.Manifesto con il profilo di un pellerossa e la scritta "Loro hanno subito l'immigrazione e sono finiti nelle riserve.Pensaci" e il simobolo con Alberto da Giussano e la sua spada sguainata.Mi chiedo adesso quale sia il parallelo tra i gli indiani d'america e i padani.quando avrebbero subito stermini e persecuzioni?Quando persone venute da un altro continente si sarebbero insediate nelle loro terre colonizzandole? Ma questi la storia la conoscono??!???!Ma come si permettono???

Passiamo al nostro caro Berlusca e al suo Partito della libertà...e ancora mi chiedo libertà da cosa?Da quei cattivoni comunisti?Dal pagare le tasse?da cosa???Ci fosse un partito che ci liberasse da lui saremmo tutti più felici.Ma questo a 70 anni passati con tutti i soldi che ha non potrebbe ritirarsi e godersi la pensione??

Poi spuntano quelli del PD che di sinistra non hanno più niente.Veltroni e la sua faccia da bonaccione invitano a metterci il cuore, a crederci...a cosa caro Walter?All'andare da soli e imbarcare ex dc e radicali e sfanculare gli unici tuoi possibili alleati a sinistra?Al cercare compromessi con tutti , tranne con la sinistra radicale di cui ti sei liberato come un peso, come uno che se ne vergogna?

Parliamo della Sinistra Arcobaleno?Sfondo rosso e arcobaleno..perchè?perchè m'avete tolto la falce e martello?perchè non si riesce a capire neanche dai manifesti che sietela Sinistra?Ma perchèèè?!??!??!?

E' incredibile come nel nostro paese si riesca a entrare in confusione anche solamente guardando  questi manifesti. Andrò a votare perchè è l'unico strumento che abbiamo noi cittadini per far sentire la nostra voce..l'altro è la manifestazione di piazza, ma prima voglio provare la via tranquilla consapevole del fatto che neanche stavolta sarà quella buona.

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Me ne vojo annà - RADICI NEL CEMENTO

mercoledì, 26 marzo 2008

Ma dimme un pò a me chi me lo fa fà?
De stammene qua dentro a sta città
che sò du' anni che nun cambia niente ormai.
E se cambia è in peggio, che nun ce lo sai
nun ce la faccio più! Nun ce la faccio più.
Ma lo sai che c'è? E che quando tocco er fonno
me viene voglia de partì
... me viene voglia de dà 'n'occhiata ar monno
e nun me va più de stà qui
e allora prendo i miei vecchi stivali
apro l'atlante e me spuntano l'ali
decido 'n fretta dove vojo annà
se in Messico, in Cina o in Madagascar...
E la noia se ne vola via, e la tristezza se ne vola via
la paranoia se ne vola via e l'amarezza se ne vola via...
Eppoi... nun te ne parlo, mo ch'ho perso er posto de lavoro
e so du' mesi che tiro avanti ma senza decoro
e che te lo dico a fà pure la donna m'ha lasciato
e solo sò rimasto come 'n cane abbandonato
nun ce la faccio più, nun ce la faccio più...
Ma lo sai che c'è? E' che quanno tocco er fonno
me viene de partì
me viene voglia de dà 'n'occhiata ar monno sì...
e nun me và più de stà qui
e allora prendo lo zaino più grosso
ce ficco dentro tutto quello che posso
io non aspetto e mo me dò in Africa, in India e pure in Equador
e la noia se ne vola via...
Me ne vojo annà, me ne vojo annà, me ne vojo annà
lo sai che c'è? E' che quanno tocco er fonno
me viene de partì
me viene voglia de dà 'n'occhiata ar monno
e nun me và più de stà qui...
Ma poi ce penso che io nun c'ho un sòrdo,
se parto arrivo forse all'aeroporto
e allora poso i miei vecchi stivali,
chiudo l'atlante e me cascano l'ali
me sò sbajato me tocca stà qua
e l'amarezza no nun se ne va.
Però 'na canna me la vojo fà
hai visto mai quarcosa ha da cambià
un giorno er viaggio me lo faccio davvero
e mentre fumo me viene un pensiero...
Riprendo i miei vecchi stivali
riapro l'atlante e me tornano l'ali
comincio 'n viaggio con la fantasia
e l'amarezza se ne vola via...

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mercoledì, 26 marzo 2008

Il silenzio è una discussione portata avanti con altri mezzi

Ernesto Che Guevara

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da Repubblica

giovedì, 20 marzo 2008

E poi si chiedono perchè la gente si incazza...

Castelli: "Episodi isolati da punire
né torture né pestaggi organizzati"

L'ex ministro della Giustizia Roberto Castelli
ROMA - Veltroni? "Sono d'accordo con lui, scopriamo se ci sono state responsabilità politiche, ma facciamolo a 360 gradi e vediamo pure se a Genova qualcuno ha scatenato i manifestanti visto che la città è stata messa a ferro e a fuoco". Il leghista Roberto Castelli, Guardasigilli fresco di nomina ai tempi delle torture di Bolzaneto, contesta i pm che avrebbero sposato "la tesi dello Stato-spectre che sospende i diritti e colpisce cittadini inerti". Per lui ci furono "solo episodi isolati frenati dagli stessi colleghi". Comunque "da condannare e punire".

Come giudica la requisitoria dei pm di Genova?
"C'è un equivoco di fondo. Su Bolzaneto si scontrano due tesi: nella prima c'è il black out della democrazia e l'Italia trasformata nel Cile di Pinochet; nella seconda, in cui credo e che corrisponde a risultati della commissione d'inchiesta del Dap, la stragrande maggioranza della polizia penitenziaria ha fatto il suo dovere, ma ci sono stati singoli abusi repressi dai presenti".

Non è una tesi minimalista?
"E perché? Dico che un abuso c'è stato. Ma leggendo alcune frasi dei pm si capisce che in loro c'è la missione salvifica per far trionfare lo stato dei diritti. Questo li ha portati fuori strada perché confondono singoli episodi e li interpretano come il frutto di un disegno preordinato non si sa chi. Con una contraddizione: perché non hanno chiamato in giudizio i responsabili del Dap? Perché sono i primi a non crederci".

Invece di criticare i violenti attacca i pm?
"La storia italiana è piena di pm che sostengono tesi rivelatesi fasulle. Il loro non è oro colato. Vedremo quanto reggerà nel dibattimento".

A Bolzaneto non furono sospesi i diritti umani?
"Lo nego. Alcuni fatti sono stati equivocati dagli imputati. Come la perquisizione corporale che è prevista dal regolamento. Chi denuncia le flessioni non sa che è solo un sistema tecnico per evitare ricerche più intrusive. Non c'è umiliazione per puro sadismo".

Chi mise gli arrestati nella posizione del cigno applicava la legge?
"Neanche a me sembrò normale e chiesi perché venisse fatto. Mi fu data una risposta strana, per evitare che i ragazzi toccassero le ragazze. Rimasi perplesso. Dalla commissione emerse che fu necessario per separare gli immatricolati dagli altri. Deciderà il giudice se stare in piedi quattro ore vuol dire sospendere i diritti".

Per lei è normale?
"I metalmeccanici stanno in piedi otto ore al giorno e non si sentono umiliati e offesi. Immatricolazioni e identificazioni si sono protratte oltre il tempo normale. Non fu anomalo in una notte come quella".

Perché si precipitò a Genova? Vide gli abusi? A caldo negò pestaggi "sistematici e preordinati".
"E li nego tuttora. Ero a casa e seppi dell'assalto a Marassi. Ritenni mio dovere stare vicino ai miei uomini. Non ero solo. La visita a Bolzaneto fu decisa al momento. Parlai con un fermato, ma non mi disse nulla. Tuttora mi chiedo perché i pm non mi abbiano mai chiamato. Non è strano? Comunque dopo il G8 ci furono lettere di complimenti per la penitenziaria come quella di un funzionario Usa".

Gli Usa fanno testo?
"E l'ex pg Marvulli che ringraziò tutti 'per il comportamento ineccepibile'? E il capo dei gip Coppello che fece lo stesso? Siamo stati tutti ciechi o la sospensione dei diritti non c'è stata?".

Contesta la tortura organizzata?
"Non sono Dio e non posso negare a prescindere. Ma vedo singoli episodi da punire e perseguire".

Donne tenute nude, gente costretta a gridare "viva il duce"...
"Fatti gravissimi, ma singoli".

E la testimonianza di un agente pentito?
"Gli episodi sono sempre gli stessi: dita divaricate, il piercing strappato, la ragazza fatta uscire in slip e reggiseno in corridoio, quello obbligato a cantare Faccetta nera. Raddoppiamo pure i casi, ma non superiamo la decina. Tre giorni di emergenza, qualche singolo che perde la testa e va punito. Il resto sono palle giornalistiche".

Perché, da ministro, non ha cacciato quei singoli?
"Prima di rovinare la vita di qualcuno bisogna aspettare i risultati del processo. Sono convinto che emergerà la verità".

Di chi è la colpa se in Italia non c'è il reato di tortura?
"Del legislatore di sinistra che ha presentato un testo inaccettabile, in cui si parlava di torture di natura psicologica, per cui io potrei accusare di tortura Prodi visto che ogni volta che lo vedo mi sento male".

Se il Pdl vince, metterà il reato nel codice?
"C'è un obbligo internazionale, ma ci vuole un testo equilibrato".

Prescrizione e indulto. È giusto che tutto sia cancellato?
"E lo dice a me che ho votato contro lo sconto di pena? Con la Cirielli i reati gravi non si prescrivono. Se Bolzaneto è stato il "garage Olimpo" perché hanno contestato reati prescrivibili in sette anni? La verità è che ci sono clamorosi buchi di natura logica".
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internazionale.it

venerdì, 14 marzo 2008
Ariete 

L'espressione "mettersi in riga" viene dal gergo carcerario. È quello che fa un ex detenuto quando riesce a trasformare così radicalmente il suo aspetto e il suo comportamento da non far capire a nessuno che è stato in carcere. Nelle prossime settimane, Ariete, penso che svilupperai la tua versione personale di questa capacità. Cancellerai a tal punto ogni traccia della tua particolare forma di "detenzione" da far pensare a tutti che sei sempre stato libero come un uccello.


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venerdì, 14 marzo 2008

Ed eccola qui, l'ansia che torna prepotente, che si manifesta in tachicardia, senso di attesa nn si sa per che cosa, respiro spezzato. Predico calma.Sono compresso tra un'effimera sicurezza che niente cambierà e la speranza, che mortacci sua, è sempre l'ultima a morire, che questa sia la volta buona malgrado non abbia nessun elemento tangibile per pensarlo.

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sulla mia pelle parte II - work in progress

martedì, 11 marzo 2008
tattoo
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lunedì, 10 marzo 2008
"..Cucinare,mangiare, vuol dire questo:accogliere.Gli amori,gli amici,i figli,i nipoti.Intorno alla tavola, nessuno escluso,si sgusciano fave,fagioli bianchi o rossi,si tagliano melanzane,zucchine, peperoni verdi,rossi gialli,si puliscono pesci,si lavano polipi, calamari e seppie,si mettono a marinare carni rosse...Orate al finocchio,aioli,civet di ratatouille,bouillabaise,zuppa al basilico,paella,carciofi in tegame, merluzzo con cipolla e salsa alle erbe...I piatti nascono in amicizia, nel piacere di stare insieme,tra risate e parole senza freno.E la casa si riscopre piena di profumi intensi"


"Aglio, menta e basilico"   Jean-Claude Izzo ed.e/o
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internazionale.it

venerdì, 07 marzo 2008

Ariete

Questa è la Settimana del cuore infranto, Ariete. Anche se oggi il tuo cuore non è a pezzi, sicuramente in passato è successo. Perché dovresti festeggiare? Perché il cuore infranto è una delle cose migliori che ti possano capitare. Rafforza la tua umiltà, rendendoti più intelligente. Ti fa provare sentimenti profondi che non pensavi di poter provare. Rompe quei meccanismi di difesa che ti impediscono di apprezzare la segreta bellezza del mondo. Ti spinge anche a fare più attenzione al cuore degli altri per creare in futuro forme d'intimità più intelligenti. In definitiva, un cuore infranto è un dono che ti aiuta ad aprire gli occhi sulle cose a te più care.

.....famo a fidasse......


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lunedì, 03 marzo 2008

"Perchè ve ne siete sortuto dall'Italia?Avete rubato?Avete ammazzato?"

"Nè una cosa, nè l'altra!Non riuscivo più a sopportare i fascisti,ecco perchè sono qua"

"Roba di politica allora.E come la pensate?Siete socialista o comunista?"

"Sono anarchico"

"Di quelli che mettono le bombe?"

"Non proprio.Sono un individualista.Un libertario.Non credo a questa società.Ai suoi sistemi.Alle sue istituzioni.Alle sue leggi, alla sua falsa morale. Tutte trappole per fregare i poveri e favorire i ricchi!Per fare abbassare la testa ai lavoratori davanti ai padroni!E' tutto uno schifo!"

 

"Duri a Marsiglia" - Gian Carlo Fusco  ed. Einaudi - Stile Libero

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Amsterdam

venerdì, 29 febbraio 2008

“ Dev’essere l’ennesimo che crede di venire ad Amsterdam per scrivere un libro storcendosi con la nostra maria” Sicuramente il tipo del coffee shop sta pensando questo vedendomi scrivere, oppure  sta semplicemente parlando dei fatti suoi con la sua amica senza prestare la minima attenzione a quello che faccio.

Questo è il mio coffee shop ideale. Piccolo,tutto di legno,musica di qualità, allegra e non molesta, ben areato e con poca gente. Peccato per la vista sul vicolo, ma, in ogni caso, c’è un bel viavai di gente e osservare è comunque piacevole.

Davanti a me un asiatico distrugge i suoi neuroni orientali a forza di bong. Carica di ganja, controlla la pipetta, il livello dell’acqua, accende,aspira. Guarda verso il muro, davanti a lui non c’è molto spazio ma non oso immaginare dove arrivino quegli occhi.

Mexican Haze, questa è la mia scelta per la mattinata. Dolciastra, tranquilla. Ho idea che sia una traditrice, di quelle che si scoprono piano e che all’improvviso ti lasciano stordito, ma va bene così, oggi non c’è fretta.

Sono solo, ma non mi dispiace. Se la felicità, per essere vera, deve essere condivisa, i pensieri più belli si fanno sempre da soli, quando ti trovi davanti a te stesso e dialoghi con quella parte di te che spesso capisci poco, che rimane un po’ oscura.

Credo che chi ha paura della gente e del suo giudizio abbia paura anche di se stesso, del se stesso che non capisce.Qquando si ha paura di se stessi non si fanno mai pensieri belli.

Cambio tavolino anche se nel primo scrivevo meglio.

Sono nell’angolo, vedo un po’ più di vicolo perché ho davanti la porta d’ingresso interamente in vetro.

E’ entrata una coppia. Dall’accento credo inglesi più che americani. Lui è un ciccione cresciuto a birra; lei una bionda platinata molto custom con orecchini a cerchio enormi, smalto rosso acceso sulle unghie, braccialetto e collana a pallettoni rossi. Legge.

L’asiatico intanto sminuzza la sua erba per caricare il bong, l’ennesimo. Lento,una mano sul ginocchio, gli occhi a mandorla ridotti a due tagli orizzontali. Qualcosa lo turba, l’espressione è triste, continua a guardare il muro.

Il ciccione inglese si è seduto, sfila il giubbotto restando in maniche corte. Cerca nelle tasche l’occorrente per confezionare una canna. Davanti a lui un cappuccino fumante attende di essere bevuto tentando di non raffreddarsi troppo in fretta.

La bionda gli parla, commenta una notizia del giornale che ha davanti, aperto sul tavolo.

Due ragazze di colore all’altro angolo del coffee. Labbra carnose,sopracciglia aggiustate a colpi di pinzetta, culi grossi. Una riporta dal bancone una bustina di skunk e due succhi di frutta per addolcire la fattanza.

E adesso devo chiedere un accendino per la mia mexican haze che nel frattempo si è spenta. Vediamo…il tipo del coffee mi sembra scostante dietro al suo bancone, ma come dargli torto? Per lavoro da retta a gente fatta tutto il giorno!

Potrei andare da sto tipo al bancone.  Sui 36 anni, tranquillo, capelli un po’ brizzolati, aria di chi oggi doveva andare in ufficio ma ha preferito fare altro.

Il ciccione è in piena estasi da grinder, gira la scatoletta con la faccia di un bimbo felice. Lei continua a leggere incurante del suo uomo. Lui, goffo, svuota il grinder sulla cartina, passa la lingua sulla colla come su un lecca lecca di quelli enormi con la spirale disegnata.

Non mi sembra il caso di interrompere il suo lavoro con la mia richiesta di un accendino.

L’asiatico è completamente fuori dal mondo e non mi capirebbe neanche parlassi nella sua lingua. La schiena curva, le braccia incrociate, i due tagli spingono verso quell’angolo in basso addosso al muro i suoi pensieri.

Ha la stessa posizione di quei vecchi giapponesi stanchi che si vedono in alcuni film. Seduti al tavolo, solitamente in cucina, si arrovellano il cervello pensando ai figli, al disonore, ad una tragedia. Solitamente hanno vicino una bottiglia di alcool, a volte un’arma, pistola o coltello che sia,il modo più semplice per interrompere il cervello.

Il ciccione mi ha appena dato la soluzione, la più semplice: comprare un accendino al bancone!

Riaccendo. L’asiatico forse ha finito. Da quando sto qui dentro ne ha caricati e fumati quattro. Mi chiedo ora dove andrà, se i suoi pensieri li ha lasciati lì nell’angolo o se li è ricaricati sulle spalle curve. Si alza, si muove lento come uno che fa tai chi.

Dallo stereo funk anni 70.

L’asiatico è entrato a fatica in bagno.

Il tipo del coffee fischietta pulendo il bong riconsegnato dall’asiatico.

Potrebbe essere una bella vita quella del gestore di un coffee shop. In fondo vendi felicità, seppur totalmente effimera.

Vendi relax, vendi la possibilità di andare via per un po’ in un posto più tranquillo. Ovviamente poi sta a chi consuma imboccare la strada giusta. I problemi arrivano quando sbagli strada, ma quello, se rimani dietro al bancone, non è più un tuo problema.

Sei come un ufficio informazioni, un noleggio auto. Tu vendi il mezzo, la possibilità. Ciò che viene dopo è compito di chi compra.

L’ho sempre vista così sulle droghe,leggere e naturali.

Le droghe andrebbero usate,conosciute, non subite, solo quando hai l’età e il cervello per capire. Se le subisci e le temi non è roba per te. L’eccesso è sempre sbagliato,ma se eccedi significa che non hai capito un cazzo.

L’asiatico è riemerso dal bagno. Appoggiato al banco farfuglia qualcosa al tipo del coffee stentando a farsi capire.

Due ragazze italiane punkettine , una piccoletta con capelli neri ,frangetta corta davanti 4 dreads che spuntano dietro, ricordo di chissà che tempi; l’altra più alta,sciarpa colorata al collo, cappello nero in testa, borsa a tracolla.

Guardano la lista per decidere che sapore avranno le loro prossime ore.

Adesso per te non c’è posto, non voglio concedertelo, zero.

Non c’è nulla che conosco intorno a me, situazione ideale, nessuna intrusione della mia vita.

“Dont’ leave me this way” versione cantata non so da chi. Titolo adatto, ma qui non devi entrare.

Un cellulare suona, non è il mio.

Le due italiane acquistano ridendo. Da come chiacchierano col tipo credo siano habituè del posto.

Mi scopro un po’ affamato e voglioso di rimanere in questa città ancora un po’.

Decompressione…ne faccio un’altra….

Coppia carina al bancone, credo inglesi anche loro. Lei bella, lui pure. Eleganti, facce pulite.

Potevamo essere noi, ma noi non siamo mai esistiti.

Quello  che abbiamo vissuto era un tu e io, due separati che ogni tanto si uniscono.

Io ero dentro a quel noi, ma lì in mezzo stavo da solo, come in una stanza arredata da me in cui tu ti trovavi benissimo perché rispettavo le tue esigenze nel disporre le cose. Ti trovavi benissimo perché potevi entrare e uscire a tuo piacimento andando da un’altra parte quando volevi, trovando sempre la porta aperta .

Da quella stanza sto portando via le mie cose. A poco a poco resterà vuota. Ci vorrà del tempo, lento,pesante,denso. Farò avanti e indietro e magari a volte ci incroceremo per un attimo sulla porta per scambiarci parole sempre uguali, sempre le stesse,  false, impregnate di bugie e quindi inutili, vuote anche delle nostre voci.

Mi vedrai portar via scatole e frasi, sguardi e abbracci, porterò via baci e carezze, idee e consigli, torte e profumo di biscotti,porterò via me, il mio entusiasmo, la mia voglia di noi, porterò via oggetti e sensazioni, porterò via tutto quello che avrei voluto fare, che avevo immaginato, che avrei voluto. Tutto con le mie mani…che porterò via…

Rimarrà tutto vuoto e ti ci rifugerai ogni tanto pensando di trovarmi, per trovare riparo da te stessa e finchè non sarai tu non vedrai quella parvenza di me che ancora sta lì. Penserai di vedermi, di sentire il rumore della porta che si apre, penserai di poter ricominciare tutto come vuoi tu. Ma finchè non ti sarai liberata dei tuoi pesi, delle tue falsità, finchè non vorrai liberatene capendo che è la cosa più comoda perché adesso non pensi,perché sei anestetizzata,perché nn da,i perché non ricevi, finchè non sarai fuggita da quella che ti imponi di essere , finchè non sceglierai la strada più impegnativa ma con più soddisfazioni, finchè non smetterai di accontenterai, finchè nelle bolle di sapone ci vivrai e nn le creerai, finchè non sarai TU e la tua voglia di noi non ti spingerà a fare qualcosa che finora non hai mai fatto, ad essere una sola persona, ad essere sincera e a non aver paura di esserlo. Fino a quel momento tu non mi troverai. Quello che vedrai lì dentro non sarà niente di mio.

Sarò altrove, lontano,al sicuro da quella che sei adesso, da quella che non riconosco ma che ho paura sia effettivamente tu, fuori da quella stanza che mi ha ingannato tante volte col suo bell’aspetto, un aspetto sgargiante che aveva solo la parvenza di noi.

Rientrerò in quella stanza solo se mi ci porterai tu, se mai mi prenderai per mano e mi indicherai da che parte andare, se metterai la mano su quella maniglia e la aprirai tu dopo avermi parlato sinceramente, solo se  fuori da quella porta non ci sarà qualcun altro ad aspettarti, solo se apriremo insieme una finestra sull’esterno da cui eviteremo di nasconderci dietro a tende troppo spesse, solo se , una volta entrati, chiuderai la porta a chiave, lasciandola nella toppa. Come per dire “usciremo da qui quando vorremo,da soli o insieme, ma utilizzando la chiave e mai di nascosto.”

 

Cambiato coffee. Peccato, quello mi piaceva, ma i pensieri erano diventati troppo ingombranti per quel posto. Alla fine ce l’hai fatta, sei riuscita ad entrare.

Un’altra toppa dei miei indirizzi presi da internet.

Sto Siberia non è niente di che. La musica non è classica come c’era scritto ma la tipa al bancone,malgrado sia un po’ nervosetta, non è male.

Purtroppo gli sguardi che posso beccarmi da qualsiasi autoctono di sesso femminile in questo momento potrebbero essere solo di pena. Sarei l’ennesimo straniero fumato che si presenta in questo posto.

Aspetto gli altri, con scarsa voglia e un po’ di preoccupazione per l’impatto. Ho scoperto che non sono i ragazzi ad innervosirmi ma l’unica presenza femminile. Sgradevole, problematica, fuori posto. La trovo insicura, innamorata del suo ex, succube di una storia per lui chiusa ma per lei ancora socchiusa. Ipocritamente gli hanno cambiato vestito, ma è solo una festa di carnevale. Lui parla, lei ascolta fingendo insofferenza ma non aspettando altro che ricevere la sua attenzione. La scena di ieri sera aveva quel gusto. Il gusto di chi tenta di dar fastidio all’altro per riceverne le attenzioni.

Qui dentro io sto nell’angolo, la ragazza al bancone e un nero che assomiglia vagamente a Doctor Albam seduto a un altro tavolo. Nella mia testa il ritornello “no hash hash no anfetamin” sovrasta la musica gipsy che esce dalle casse.

Un cliente entra e compra 1 g di superpollen.

Ho la canna pronta da dieci minuti e non l’ho ancora accesa.

La musica è cambiata, credo Nick Cave adesso. La tipa canta, fa il verso alla musica. Un ragazzo pettinato come Elvis naviga su internet.

Il tipo del superpollen si attacca al flipper, luci, suoni, movimenti.

Degli altri neanche l’ombra, meglio, mi piace la mia compagnia oggi.

Rumore tipico di cappuccino. Schiuma,bricco che sbatte sul bancone, latte che scende nella tazza adagiandosi leggero sul caffè. Bustina di zucchero che sbatte tra la punta di due dita, lo strappo della carta, i granelli che si tuffano, cucchiaino che rema, cucchiaino sul piattino. Le stesse dita che hanno preso la bustina afferrano il manico portando la tazza alla bocca. Un sorso, caldo, forse troppo, una smorfia sul viso, la tazza di nuovo sul piattino. Attesa.

Entrano gli altri, saluto me stesso da adesso sono solo.

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FRANK HEAD - PARA PARA' RA RA RA

venerdì, 29 febbraio 2008

Non sai cos’è successo
sei chiuso a chiave
nel limbo del tuo cesso
ti specchi nello specchio
con un sorriso
da scarabocchio
è quello di un uomo che non pensa
è quello di un uomo parla
è quello di uomo che
non hai più niente da dire

Lavori tutto il giorno
ritorni e guardi i siti porno
non cerchi di cambiare
ma per lo meno vuoi ragionare
come un uomo che non beve
come un uomo che non fuma
come un uomo che
ha ancora molto da dare

C’è chi ruba un aeroplano
e non ha i soldi per il Luna Park
para para’ ra rara
c’è chi fabbrica le bombe
e le rivende per la libertà
para para’ ra rara

La guerra giusta o meno è sempre guerra non cambia niente
sta quindi nella pace ciò che alla gente oggi non piace
una vita più serena una moglie tutta nera un’amante più fedele
“un uomo per amico”
i soldi a fine mese per festeggiare vai dal cinese
i viaggi organizzati senza i parenti paralizzati
sei un plurilaureato tutto solo e divorziato
sei un uomo di successo
soprattutto sopra il cesso….sopra il cesso

C’è chi ruba un aeroplano
e non ha i soldi per il Luna Park
para para’ ra rara
c’è chi fabbrica le bombe
e le rivende per la libertà

para para’ ra rara
L’idrogeno, l’ambiente, le petroliere il medio oriente
il muro nel giardino, un kamikaze come vicino
la pace americana Madre Teresa e Lady Diana
la fame L’Aids il WTO e l’interesse

S.O.S….S.O.S

C’è chi ruba un aeroplano
e non ha i soldi per il Luna Park
para para’ ra rara
c’è chi fabbrica le bombe
e le rivende per la libertà
para para’ ra rara

 

Ogni tanto Sanremo propone qualcosa di buono...sicuro verranno eliminati....

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venerdì, 29 febbraio 2008

Ariete

Qual è il contrario di uscire di testa? Chiamiamolo "entrare di testa". Credo che tu ti stia avvicinando a questo stato, Ariete. Avrai infatti a disposizione tutta l'intensità di un attacco isterico, che ti permetterà di esprimerti in modo sorprendentemente aggraziato. Il tempo sembrerà dilatarsi mentre scivolerai verso una sensazione di totale relax che ti porterà a intuizioni esuberanti e utili.

....speriamo di non rimanerci secchi con questo attacco isterico...

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mercoledì, 27 febbraio 2008
L'unico oroscopo che leggo....

Ariete

Sono sicuro al 99 per cento che la settimana prossima non ti troverai a combattere contro l'agente segreto di un governo ostile sul tetto di un camion in corsa. È anche molto improbabile che tu sia costretto a ingaggiare un duello magico contro un elegante goblin del quinto girone dell'inferno uscito da un armadio. Da parte tua, Ariete, sarebbe più saggio cercare uno scontro leale in un luogo sicuro con una brava persona, che è fondamentalmente tua alleata. Avete bisogno di sfogare delle tensioni sepolte per poi trarre il meglio dalla vostra collaborazione.

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